senza titolo

Avverto, e mi inquieta,
un sibilo di gioia
trovare nido tra le pareti scarne
in volo dai loro fusti.
Campane d’aria quieta scrollano
la gobba delle betulle ingrigite.
Esiste dunque una felicità dei morenti?
Un suono tenue che tiene la mano al lutto?
E tutto questo brillio
che sento nelle ossa
è il sonoro avvicinamento dei nomi impronunciabili?

 

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Antonella Lucchini

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