DISTESA

C’era una bambina
tra le carovane, rivolta verso
il cielo non sapeva che odore
avesse una casa.

Era il principio di un esodo,
di un luogo. Tutti
sono andati oltre la collina,
hanno creduto di trovare
una terra.

La bambina
è inciampata perdendo
il sentiero:
l’erba aveva l’odore di una casa.

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Luigi Finucci

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2 commenti su “DISTESA

  1. Franco Intini il said:

    L’incipit sembra di una favola ma l’immaginazione non riesce a distaccarsi dai fotogrammi che giornalmente arrivano alle nostre menti. La favola però va avanti lo stesso con la forza che le è propria anche se dolorosamente ci ricorda che la protagonista è una bambina che non conosce odore di casa. Dov’è la casa di questa bimba? Qualcuno l’ha distrutta o se l’è presa o semplicemente non l’ha mai avuta. Ma se questa è la sua verità, è la stessa di tutta la gente della carovana?Dove\Qual è la casa di questa gente? Quella oltre la collina? La realtà è questo esodo di massa, da una terra all’altra, che non è mai la propria terra perchè quando se ne è trovata una non ha l’odore di casa. Ma per la bambina è diverso. non sapere l’odore di una casa equivale a sentire ogni luogo come la propria casa, anche quando la sorte la fa inciampare e separare dagli altri. Di più non dice ma lascia al lettore immaginare che quella bambina sia una delle tante che pagano il biglietto di questo viaggio Sud Nord con la propria vita. Ma come ogni favola va al di là della lettera e portando a riflettere sul nesso casa\ terra invita a vedere la realtà con gli occhi degli innocenti, non mediata\falsata da rapporti di potere e proprietà, ma obbediente al semplice fatto di essere mondo cioè terra e casa di tutti\di nessuno. Almeno questo ho letto. Piacere di leggerti. ciao franco

  2. Luigi il said:

    Salve. L’idea di questa poesia riporta a temi attuali ma in me nasce da tempi antichi, le prime migrazioni, il fatto che la Terra , tutta, appartiene all’uomo e non a qualche razza.
    Ma chiaramente la poesia ha un potere straordinario , ognuno ci vede qualcosa di suo.
    Grazie per il commento.

    Luigi

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