La notte

Aveva cinque anni
un leone sul grembiule
il passo felpato sulla lingua
l’ingresso del fiume tra le piume
correva tra fili d’erba
con la notte
rarefatta dai capelli

gli dissi: mare e stelle

lui raccontò di un velo
di quanto sia sottile
ma difficile da spiegare.

Gli dissi: è bello conoscerti
è bello specchiarsi in un lago
è bello come respirare il sale
rispose: sei tu che ti stai conoscendo.

Io sono l’assenza che ti chiama.

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Informazioni su Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l'esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.
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