Lo sono stata

Lo sono stata. Li ho sacrificati nell’acido per ingenuità. Ero a colori. Devo averli smacchiati negli ultimi lavaggi credo. Mi sono grattata via un pieno di gioia e l’abbondanza. Mi sfumo a precipizio per distanze tangibili. Rimane un vedere accecante su tinte a ferita d’occhio. Rimane un buio liquido. Rimango in bianconero.

Parèntesi

Sì. Parcheggio il mio cuore dove possano vederlo. Il ragazzo dal cappotto grigio fumo passa con la trasparenza negli occhi. Tre. Sono tre le tipe cinesi che sfregano il mio sguardo senza curarsene. Loro borbottano i loro sentimenti in cinese e si allontanano come qualcosa di poca importanza. Mi viene incontro un mulatto con la cresta scura,come il tempo. La … Continue reading

Mi dedico

Mi dedico il matto come canto di lucciole o di cosce d’albero. Ho le arterie rancide dei compassionevoli. L’inclinatura dei prodigiosi, oh! Decima lo scempio degli alveoli in pompa magna in letargie orgiastiche per meningi spossate. Menischi atrofici rotulano titubanze in movenze da passi per vecchi. Che ci si ripigli così: sotto uno spasmo di classica e l’evanescenza dell’erba al … Continue reading

FALANGE

Non ha forma d’istrice la falange di Febbraio ma scudi come aculei bestemmianti sulla disfatta del mio disarmo. Improvvisato, lo sforzo delle falcate: non più degno che di un misero encomio. Ha un ciarpame di silenzi- la falange di Febbraio- marciti nel barocco di una bieca facilonerìa. Attenderò Marzo nel mio guscio di speranze rampicanti.

Birra

Mi si sfoga dentro una frenesia di bolle. E attendo vernacolante attendo che mi si sfianchi questa cazzo d’attesa del nulla di dosso. Ha morsi di piraña il mio fiume che ribolle, sopra le sue carcasse maciullate da tagliole naif! Il mio braccio d’Esino a sfinirsi nel male e le sue rive. Contrite. Amare. Sciocche. Come questa Beck’s.

Anulare spoglio

Si pensava fosse altro. Si pensava fossimo altro. D’altronde l’anulare fu sempre spoglio. Demitizziamoci -a gocce- ma con fermezza. Nell’89 demolirono un Muro: ci asterremo dal percorso di riunificazione. Ho tra le mani un pugno di suspense. Ma non avrò velo per il sodalizio di un morbo. Ho così a cuore il mio anulare spoglio! Foto: Elena Helfrecht

Nessun viavai

Di Delvaux mi piacciono le stazioni. Seconda classe il mio treno, seduta comoda. Di cieli, i notturni. Si accompagnano bene al suono delle rotaie. Questa sera non c’è viaggio. Nessun viavai. Solo luce artificiale fioca e una trivella sui chilometri da dormire. Mi scoppiano le tempie. Il fischio di un treno. Un pensiero, alla fermata del buio. Dipinto di P. … Continue reading