Cellophane

Sulla mano saettava un ragno
s’era detto non ci fosse scampo
per pensieri laterali
anche se
lieve il gallo,
duettava con creste
a scanso di equivoci.
Via, sul viale delle salme
cellophane rotolava
eleggendo coperture
scelte a caso.
Riuniti i sospiri in diademi
clonavano un nuovo encomio
srotolando tappeti
su foglie ormai morte.
Aleggeranno ali sul foglio
per appassire prive di peso,
il singolo caso
si arriccerà nell’antro
che sfumerà tra venti bufere
emaciando la nicchia nel petto.

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Informazioni su Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l'esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.
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