La mosca

Io sono una mosca:
il suo occhio catrame impazzito
che gira e rigira il lampadario;

ricamo spirali a questa noia
che è pozzanghera metallica del cielo
imbuto di fosforo e argento.

Entro persino negli specchi
e poi sparisco
in qualche nervo teso
del collo.

Questo è il mio mestiere:
rompere gli assi cartesiani
centrare rovelli poetici
vibrare di seta gli escrementi.

Io non ho le idee chiare:
sono l’assente di turno
verde plastica umida
che cade a gocce
in un tempo grammaticale.

Sono talmente una mosca
che sono un lampadario:

intelligente e imprendibile
ottone barocco
che detta temporali e scrive.

Se ho un sogno lo numero col gesso alla lavagna

per me l’amore sono due vetri sudati al posto degli occhi
un palmo aperto su una spalla
due cerini accesi alla felicità

e questo non solo

di più ancora

intendere
pioggia e mosca
in uno stesso verso

.hocks lampadario

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Giovanni Perri

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