Giovanni Ibello | DerivAzioni poetiche

Giovanni Ibello
Giovanni Ibello – foto di Dino Ignani

 

io non torno più

Ricavo dai roghi autunnali
un altare di gemme,
è il menhir dell’esiliata luna.
Io sono Giovanni
e non ho mai chiesto di essere amato.
L’amore stringe nel seno
la sorte del tuono:
frantumare il vetro dell’esistenza.
Così noi, ebbri di giovinezza
corriamo a perdifiato nell’oltrenero,
succhiamo avidamente
il fuoco rimasto nelle pietre
e brindiamo / all’ombra che fu delle pinete.
Ogni cosa rivela
quel nulla che siamo già stati.
Tutto simula la quiete.
Poco distante, un uomo prende a pugni la rena.
Dice: “Credimi, noi non stiamo per rinascere.
Nessun verso sconta la primavera”.

 

(inedito)

 

*

utero incendio
Amin, il volo a trapezio dei cormorani è un alfabeto senza luna.
Avrai una stella di cenere sul fianco, uno stecco di mezzaluce.
Una spilla conficcata nel cuore di neve, la tua parola sarà l’inganno,
la Mesopotamia dell’invisibile: uno che batte furiosamente
il viola dei polsi sulla rena. Fermati, fermati primavera.

 

(da “Dialoghi con Amin”, testo inedito in Italia ma stampato in una plaquette fuori commercio dal comitato organizzativo del Premio Città di Fiumicino; testo edito in Russia nella collana “Contemporary italian poets” a cura di Paolo Galvagni per l’editore Igor Ulangin).

 

*

Vedi, c’è un cormorano
che brucia nell’ultimo sole.
Avrei perdonato mia madre
se non fossi nato per amore.
Preferisco celebrare
questa lenta eutanasia
con il corpo imperlato di sudore
e gli occhi sgranati
sopra un prato di stelle radioattive
e cervi sgozzati
riversi su di un fianco.
L’antico rito della caccia impone
un letto di eucalipto e malva per la preda:
è la forma minima del silenzio.

(Dalla ristampa di “Turbative siderali”; testo rivisitato rispetto alla versione originale pubblicata nel 2017)

 

Giovanni Ibello (Napoli, 1989) vive e lavora a Napoli. Nel 2017 pubblica il suo primo libro, Turbative Siderali (Terra d’Ulivi edizioni, con una postfazione di Francesco Tomada). L’opera vince il “premio Città di Como” (sez. opera prima), il “premio dell’Osservatorio letterario permanente della Fondazione Lermontov” e risulta finalista al “Ponte di Legno Poesia”, al “Città di Fiumicino” (come opera prima) e al “Camaiore Proposta – Vittorio Grotti”. Il lavoro è stato recensito su diverse riviste letterarie e lit-blog italiani. È direttore della rivista «Atelier» (sezione online) e collabora con il blog di poesia della Rai di Luigia Sorrentino in qualità di traduttore. Cura e seleziona i contenuti del canale instagram “Rai Poesia”. I suoi versi sono stati tradotti in sei lingue tra riviste, blog e volumi antologici di poeti italiani all’estero. Nel 2018 si aggiudica il “premio Città di Fiumicino” per la sezione “opera inedita” con il poemetto “Dialoghi con Amin” (stampato in una plaquette fuori commercio dal comitato organizzativo del premio). Una sua antologia poetica è stata pubblicata in Russia per l’editore Igor Ulangin nella collana “Contemporary italian poets” a cura di Paolo Galvagni (traduzione di Tatiana Grauz).

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Ksenja Laginja

Ksenja Laginja

Vive e lavora tra Genova e Roma.

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