Scendo alla prossima

donna-treno

Che io sia scempio di felci, di mozziconi

o di orizzonti sfusi, cosa importa?

 

Non reggo più quei treni lenti, quelle rotaie intontite.

 

E’ tutto così insopportabilmente fermo agli occhi

mentre si lasciano scorrere gli alberi.

 

E però

persevero in latenza

 

nel moto perpetuo e circolare del criceto

che se ne fotte e se ne strafotte di questo cielo

 

a cui basta il tocco di una piuma

per cascare a pezzi

 796 total views,  2 views today

The following two tabs change content below.

1 Comment

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.