le tasche vuote

dapprima il silenzio
come la buia presenza
delle cose a sè stanti, una
perfetta neve;
poi il sentimento del freddo
appreso ovunque esitasse la lingua
a dirla interamente
la parola morte.
Non fu neanche tristezza
o quel che dicono amore,
non v’è nomenclatura.

Vennero a prendermi trentuno notti
ombre di carta e occhi di ritorno per ballare e ballai
in un punto a caso inchiodato all’aria

mi feci male
ridendo.

Tolsi la neve dalle tasche e me ne andai
come chi se ne va camminando
così, per camminare.

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