Si sapeva

C’era la spiaggia
il mare, la mareggiata
la mareggiata del cuore.
C’era una guerra infinita
sconosciuta, avviata,
tra le istanze dell’acqua
e quelle della terra.
Tutta la spiaggia era ormai quasi verticale: almeno qua, libertà.
Almeno si sapeva chi era stato
uno stelo
e chi
era stato mietuto.

[Le spugne sanno l’effetto dell’acquisizione: aprono i pori.]

Sì sapeva che il moto perenne
poteva piegare sia il sogno
che il cranio.

Si sapeva di un’ancora per aggrapparsi
e di un’anima per sollevarsi
quel tanto che basta
per non volare via per sempre,
per sostare nei pressi
di una nuova ondata di vento
senza avvertirne l’onta del senso.

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Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l'esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.

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Informazioni su Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l'esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.

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