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Beppe Costa (inediti 2020)

foto di Dino Ignani

 

1.

così il vecchio si rimosse assassinando ogni dubbio e pretesa

si sentì inutile preso da un freddo gelido tutt’a un tratto

sentì sopraggiungere quell’antica e inutile gelosia

che non poteva ammettere l’amore quand’era tale

annaspò con le parole e le righe si confusero l’un l’altra

malgrado il sole accecante del giorno riapparve il buio

iniziò quel lungo distacco del tempo quando mancano versi

precipitò ancora tentando di aggrapparsi a un futuro non suo

nulla da rimproverare e la giovane età che lo separava

appariva fatta di millenni e da troppe salite da percorrere

rinunciava ancora una volta di essere uomo da normali bisogni

accettò la morte come possibile traguardo d’un dolore infinito

 

 

2.

vorrei amarti come il naufrago ama il mare

nella inutile speranza o nel tentativo di salvarsi

resistendo a ogni onda sempre più alta

senza mai la certezza di poterti avere o perderti

vorrei amarti come fosse l’ultimo minuto

mentre la vita viene rubata dei momenti intensi

quando i corpi lentamente si avvicinano

impauriti di penetrare anche nei pensieri

vorrei amarti più spesso senza essere scoperto

e senza sapere se ti rendo serena o inquieta

quando tendo la bocca verso la tua bocca

e le mani tese a scoprire ogni angolo del corpo

vorrei amarti senza tu scopra le mie voglie

e senza mai impedirti di essere te stessa

ma so che la tua assenza è un enorme precipizio

ma ancor più grave la mia se tu ti innamorassi

 

 

3.

la fine del poeta

la notte il poeta vive ti sente vicina

il suo respiro rallenta cerca il tuo viso

unico motivo che lo spinge al sogno

ma non c’è più neanche lì

quello era il posto giusto che cercava

lontano dagli sguardi che misuravano l’età

eppure non poteva smettere la vita

per il poeta non era scrivere poesie d’amore

ma farlo l’amore averlo fino alla fine

altrimenti la fine è arrivata

e solo lui non se n’è accorto

 

4.

La guarda e bacia senza sfiorarla mentre va sulla sabbia,

lenta cammina poi verso il sole, senza vedere altro

non sa chi è l’uomo che la segue, lui stupisce

vedendo come muove le braccia, le anche, non lo sguardo

le sue gambe e il ventre nudo spogliano il suo cuore

(di lui o di lei poco importa, forse è lo stesso)

la ragazza di Chicago è sempre più nuda quasi pelle e

quel poco che ha scivola lentamente verso l’acqua

portandosi dietro, sopra e dentro l’uomo grasso

vecchio malato che non sarà mai più ritrovato

 

 

5.

la donna che amo

la donna che amo ha bocca di fragola

occhi di ciliegia sorride a ogni mia frase

diviene pesca nel viso accetta il mio destino

di vecchio che ansima al soffio di vento

la donna che amo si specchia al mio cuore

e quando scompaio mi viene a cercare

e rimane dentro le mie righe

la donna che amo mi bacia la notte

mi stringe al petto mi offre il suo corpo

a volte così forte mi sveglia e svanisce

la donna che amo la cerco di giorno

forse lavora va al mare forse ama

la donna che amo mi stringe le dita

lascia un nodo alla gola per ricordare di lei

a volte prende il mio corpo per un’altalena

la donna che amo ha gambe lunghe

quando le accavalla furba sorride

la donna che amo vede la luna mezz’ora prima di me

così devo correre a letto per farmi trovare

ha cuore grande colmo della perduta umanità

che spesso la rende triste e la spinge verso il mare

come se volesse aiutare i tanti che vogliono traversarlo

la donna che amo ha gambe morbide e passi lunghi

come a voler compensare i miei che stentano

nelle mani porta catene dorate per non farmi cadere

lunghi capelli sciolti diventano il mio cuscino ma

quando il sole sorge per lei per me rimane ancora la notte

La donna che amo è un regalo alla vita

adora viaggiare e spesso si specchia nei laghi

si circonda di libri di musica e d’arte

mi guarda dal vetro col sole e mi regala le notti

ed io non ho avuto coraggio di solcare il mare

la donna che amo è la gioia di una bambina

i dubbi di un’adolescente il dolore di una adulta

la donna che amo non so se mi ama

ma voi non sapete e non dovete cercarla

esiste da sempre solo per me

 

 

6.

mentre m’accorcio e m’arranco agli ultimi scalini del cammino

rimpiango di non aver potuto vivere vicino al mare e ai fiori

ogni onda era la mia parte musicale mentre battevo quel tempo

utile ma ogni giorno la vita come un pianoforte aveva solo tasti bianchi e

neri il peso dentro diventa insostenibile così che respirare è gran fatica

attraversi lunghe distanze sperando ch’io possa innaffiare la tua

rosa malgrado sai che la fonte sia esaurita e solo posso darti lettere d’amore

 

 

7.

ti leggo nelle righe dei miei poeti preferiti

ti scrivo con le poche parole che riesco a trovare

ti ascolto come un concerto di Beethoven mentre

il  vento della Nona sinfonia ti scompiglia i capelli

ti stringo a me come un reduce abbraccia l’amore

ti vivo ti parlo ti immagino come un sogno dal vero

tu sempre pronta col sorriso che non scolora mai

mentre racconto dei miei versi nei miei giorni

e cado come frutto maturo ancora una volta

senza salvezza alla luce che tenta d’illuminare

gli occhi d’un tramonto sempre più vicino

 

 

8.

quando verrà giorno di dimenticate cose

mi stenderò alla terra senza più ricordi

non vedrò più bellezze né orridi delitti

sarò sereno senza il pianto del neonato

sarò soltanto io nessun altro da pensare

ma l’ultima immagine sarà quella del mare

 

 

9.

Rubare i sogni  ogni notte a ognuno

è come entrare nel suo letto nel suo pigiama

prendere quel poco o tanto amore rimasto

e portarlo via per custodirlo meglio

 

 

10.

ogni giorno puntuale arriva col suo elenco di morti

numeri dopo numeri statistiche per esseri umani

incolonnati verso crematori per viaggi che saranno memoria

la paura diviene terrore per chi non ancora condannato

né processato resta rinchiuso fra le gabbie non può scrivere:

#iorestoacasa andrà tutto bene niente parrucchiere

sarà infinito il terrore e sarà pensiero unico proteggersi

da chi fino ieri ti baciava o prendeva a calci uccidendoti

per non scrivere di chi non ha acqua da bere figurati per le mani

continuano imperterrite le armi a sparare colpendo ospedali

dove la speranza è cadavere da tempo ma vive il sorriso di un

bimbo sarà futuro sospettoso del vicino del passante dell’amata

​ogni giorno il pensiero unico arriva con l’assassino della speranza

 

 

 

 

Sul poeta e la poesia:

 

  1. a giorni alterni un critico affermato sostiene che la poesia è in coma o già

morta ma, ma, il giorno successivo ha un poeta ‘unico’ che salva ‘lui e la poesia stessa.

 

2. Il poeta è un musicista che non conoscendo le note è costretto a sostituirle con

parole e questo lo limita visto che le parole, a differenza della musica,hanno

comprensioni diverse

 

  1. il poeta ha occhi mente orecchie e braccia circolari, vede, sente ciò che non

è palese ad altri, spesso passa per pessimista, anche se inizia come cantore,

passando da clown a marionetta o, come ancora accade tenta solo d cogliere

qualche amore in più senza recar sospetto.

 

  1. qualcuno sostiene che grazie alla rete la poesia riprende vitalità, altri

sostengono che difficilmente con la rete si riesca a non confondersi ancor più

di cosa sia la poesia mentre è assolutamente visibile il poeta in quanto scritto

dopo prima o fra nome e cognome, come dire Giacomo, poeta Leopardi,

blogger

 

  1. La poesia non salva alcunché spesso l’autore subisce carcere frustate fino

alla morte ma la poesia più che altre forme d’arte spesso racconta quelle verità celate dai

manuali di storia. Quindi è o dovrebbe essere la forma più costante di

rivoluzione e una continua rincorsa verso la libertà-

 

Bibliobiografia

Beppe Costa, (Catania, 1941) vive dagli inizi degli anni ’80 a Roma.
Scrittore, traduttore, editore, fonda l’editrice Pellicanolibri. Autore di oltre 20 libri di narrativa, poesia, teatro, fra i più importanti: Romanzo siciliano (1984/2017/19), Impaginato per affetto (Premio Alfonso Gatto, 1990); Due o forse più cose che so di lei (1995),  Anche ora che la luna  (2010), pure in versione CD; Rosso: poesie d’amore e di rivolta (2013/2016), L’ultima nuvola (2016), Per chi a turni di notte (2017) e Il Poeta che amava le donne (e parlava coi muri) (2017/2019). Per diversi anni in tour con video spettacoli di musica e poesia. Presente e tradotto in diverse lingue quali inglese, tedesco, spagnolo, turco, arabo, ebraico, albanese. Fa applicare per la prima volta in Italia la “Legge Bacchelli”, 1985 a favore di Anna Maria Ortese. La medesima legge è stata approvata per Costa nel luglio 2020 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da qualche anno per ragioni di salute non è presente nelle scuole e carceri per parlare e, soprattutto, far parlare di poesia gli studenti e le persone con forme diverse di disagio. In quest’ultimo periodo di ‘segregazione non si ferma registrando nuove poesie con le musiche di Nicola Alesini e Marcos Vinicius per un volume in preparazione.

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Stefania Di Lino

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