L’angelo (i ritorni)
Non posso tornare Angelo –
Mi hanno toccato le donne
E nel buio delle sere estive
Ho spento le lucciole nei campi.
Non posso tornare Angelo.
Chi può rifarmi vergine la fronte –
Chi gli occhi chiari – chi serena la mente –
E i sogni, dove prenderli?
Nessun amore mi torna
Se non violento di cupa tristezza.
Non posso tornare Angelo.
Anche la morte mi ha toccato in fronte.
*
Vorrei…
Vorrei morire a lungo –
A lungo riposare…
Udire la stagioni passare –
L’azzurro di altri cieli navigare…
*
Le nevicate
Le nevicate segnano il paese
Di fredda azzurra morte.
– Sotto la neve il grano cresce –
Dicevano i parenti.
Nei prati spenti
Navigava la memoria
Come vela senza gloria.
O campana di chiesa secolare
Vuoi suonare tre tocchi per me?
Ho perduto la mia battaglia
Pietà di me non chiedo –
Solo un asilo per i miei cavalli.
Nel paese la neve sale,
Sotto la neve – pane!
*
Sento nascere il tuo desiderio
Come un sospiro di sole
Indugia su un verde prato –
Sento nascere il tuo desiderio
Ai lati della mia figura.
E come i fili d’erba
A uno a uno si accendono –
Io luminosa divento.
*
Una morte dolce
Da questo desiderio di morte
Chi mi libera – Signore.
Ho sentito per la strada
Qualcuno che mi chiamava.
Ho una conchiglia nel cuore
Con dentro una perla amara.
Mi piego sulla vita breve
Come una pianta spezzata –
Una morte dolce
Mi chiama – mi chiama.
(da Ho camminato nel mondo con l’anima aperta, a cura di Maria Grazia Calandrone, Ed. Solferino, 2018)
Nella Nobili nasce a Bologna nel 1926. Di umili origini, inizia a lavorare ancora giovanissima come ceramista e soffiatrice di vetro. Nonostante le difficoltà economiche e la totale assenza di incoraggiamento da parte della famiglia, sviluppa molto presto una grande passione per gli studi letterari e la poesia: legge accanitamente tutti i libri che può ottenere in prestito, dai libretti d’opera alle opere di Salgari, Dumas e Carducci. Nel 1949 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con artisti e intellettuali antifascisti; passa poi a Parigi, dove si dedica alla creazione di miniature artistiche, pur continuando la sua attività di scrittrice. Muore a Cachan nel 1985.
Fra i temi della sua produzione ci sono soprattutto l’amore omosessuale e la condizione operaia, in uno stile che sa essere tanto delicato e ricco di grazia quanto diretto, asciutto, quasi aspro. Forse per influsso del suo lavoro di artigianato, le sue parole hanno spesso i colori e la luminosità degli smalti: ne risulta un verso vivido, sensoriale, capace di “scavare” l’anima di chi legge con la stessa intensità che lo ha generato.
Fra gli scritti di Nella Nobili si ricordano I quaderni della fabbrica (1948), Poesie: 1946-1948 (1949), La jeune fille à l’usine (1978) e le opere postume Ho camminato nel mondo con l’anima aperta (2018) e Histoire d’amour (2022).
Donatella Pezzino
Immagine: “Ritratto di Silvana Cenni”, dipinto di Felice Casorati (1922).
![]()