Ponte Poesia | Franca Alaimo / “ELOGI”

Questa rubrica nasce con l’intento di provare a essere un trattino d’unione tra i poeti contemporanei e chi la Poesia l’ha sempre guardata da lontano o frequentata solo sui libri di scuola. Senza la pretesa di fare critica letteraria andremo insieme a incontrare chi con i versi scava nel sentire di questo tempo complicato. Uno spazio per i “non addetti ai lavori”, per i curiosi, per i viaggiatori, dove scoprire quali creature bizzarre, sono i poeti.

 

Appena apriamo ” Elogi”, Franca Alaimo ci avverte che le poesie in esso contenute sono state scritte nell’arco di un ventennio. Vent’anni che troviamo divisi non in sequenza temporale, ma in elogi, come ci racconta il titolo. Quattro sezioni: Elogio del Niente, Elogio del Tutto, Elogio del Tempo, Elogio dell’Amore. In ognuna, l’autrice ci narra che tutto merita la sua lode infine, dalle cose piccolissime all’amore, persino i percorsi dolorosi, che nel fluire del tempo ritrovano un proprio senso. Queste pagine riescono magistralmente in uno dei compiti fondamentali della Poesia: sorprenderci. Presentarci le cose più banali come non l’avevamo mai viste, mai pensate, fino a chiederci come siamo stati così ciechi, perché il verso evoca esattamente quello che proviamo o che abbiamo vissuto e ci regala immagini che nella loro semplicità risultano straordinarie.

“e nascono dall’osso della sua fronte \ le ombre del tramonto”

La limpidezza dei testi che seguono, è incredibilmente umana e pur se all’apparenza semplici, uno sguardo attento ed esperto riesce a coglierne la ricerca della metrica, la profonda musicalità, l’elegante lirismo. Quello che salta agli occhi, anche ai meno avvezzi alla Poesia, è invece la cruda esigenza del dire e il completo denudarsi dell’autrice, che ci fa entrare nelle sue stanze, anche quelle più dolorose, parlando però anche di noi, scevra da qualsiasi auto compatimento. Con l’ascolto attento dell’io proprio di chi con la Poesia riesce a scavare negli anfratti più profondi dell’umano.

 

 

  • A porte spalancate

Una figlia cattiva senza radici,
una madre di vento e di fumo,
una moglie di carta e di luna:
così dicevano, però tutti entrarono
i padri, le madri, il figlio, lo sposo.
Mi abitarono un poco, mi derubarono
mi mordicchiarono il cuore
e poi mi abbandonarono
lasciando più sassi che carezze.
Ma che lungo spavento
è stata la storia dei miei sentimenti.
Però quante emozioni,
quanti ricordi e che bellissime rose
sono nate da questo roveto.
Adesso sono stanca, sola e piena di anni.
Tuttavia sto ancora sulla soglia di casa.
Aspetto.
Aspetto.

 

 

  • Separati in casa

Mi separa da lui un muro così sottile
che il suo respiro giunge al mio orecchio
come il ronzio ostinato di un insetto.
Lui dorme con la testa rivolta ad Occidente
e nascono dall’osso della sua fronte
le ombre del tramonto che come teli viola
coprono a lutto anche le fondamenta.
Io scruto con occhi insonni il Settentrione
e la sua stella colma di tempesta.
Talvolta, al principio del mattino,
s’incrociano i nostri passi sulla soglia,
ma più si fanno i nostri corpi vicini
più le lingue s’inceppano sopra i sassolini
gettati di traverso dall’orgoglio.

 

  • Cambio di passo

C’è che in certi momenti mi sento
cadere in un sentimento strano,
come quando ci si desta
in una stanza d’albergo o d’altra casa
e più non si riconoscono le cose
e come e perché ci sia una finestra
che prima faceva luce a destra
e ora si apre su un pezzo di mondo
sconosciuto. E per qualche secondo
ci si sente smarriti, senza nessun appiglio.
C’è che questa cosa mi scompiglia
che mi fa venire voglia di pianto.
Ma perché proprio adesso che invecchio
non voglio dire sì e più non mi rispecchio
in niente, nemmeno nella mia faccia?
Una cosa so: che non mi piaccio,
che mi sto aspettando e non c’è più tempo.
Ma poi mi dico: e adesso cosa faccio?
Questa qui che viene, io come la vesto,
con quali pensieri, con quali gesti,
e soprattutto con quali versi?

Da Elogi (Giuliano Ladolfi editore, 2018)

 

Franca Alaimo è nata nel 1947. Vive a Palermo. Esordisce come poeta nel 1989 con Impossibile Luna a cui sono seguite altre diciassette sillogi, quattro e-book, e una pubblicazione con PulcinoElefante. Ha scritto cinque saggi sugli autori contemporanei: Cara, T. Romano, Luisi, Loi, Rescigno. È presente in numerose Storie della Letteratura italiana, in antologie di prestigio (Newton Compton, Aragno, LietoColle, etc…) e in riviste quali Poesia e Anterem. Ha tradotto dall’inglese due brevi sillogi del poeta irlandese Peter Russell. Ha pubblicato tre romanzi E’ presente sul sito Italian Poetry Alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo, rumeno e tedesco.

 

 

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Annamaria Giannini

Annamaria Giannini

Vive e lavora a Campodicarne ( Aprilia)

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