Storia di un uomo steso a terra

Pablo aveva abbassato la serranda della lavanderia lasciando pantaloni e giacche nella penombra pomeridiana dell’arido agosto romano, erano giorni di piogge bollenti e torrenziali che duravano qualche ora purificando e portando ad ebollizione i marciapiedi per poi lasciare spazio al sole insistente. Aveva attraversato a piedi Viale Libia e Sant’Agnese Annibaliano, perché alle 17 e 30 il clima era più … Continue reading

wo bist du, Fee Feuer?

Non so veramente cosa potrei mai fare con i vostri crucci da detenute in maglie gialle. Laura sbatte le lenzuola sul letto di modo che io possa aspirare polvere guardando fuori dalla finestra. Palazzi, è strana l’impossibilità di qualsiasi via di fuga, eppure sei voluta venire tu qui, non è vero? Sto pensando ad Apollo, il sole nel cielo, cavalli … Continue reading

NEGROMANTE

Vociare sommesso scricchiolio ritmico: -La notte del finalmente calabroni- Aria attraversa narici labirintiche evadendo sciame di musica non clericale, la notte del cappello rotolante e dell’addio con nomi da cartelloni autostradali assopiti. Accendiamo il blu elettrico capelli dritti due aste prolungano occhi di vetro zanne di lupo dilaniano patatine mandarino, sembra esser la guerra il folklore pullmico che ci circonda, … Continue reading

SCALA

Guardavo con la coda dell’occhio il palazzo buio le mani sconfitte tiravano vita su ringhiere marmorizzate senza candele e con una lunga promessa palpitante ho rinunciato alla porta vibrante che avrebbe gridato a tutti: Lei ha sciolto il sigillo del Torna e uccidi la sacrosanta non verità! Niente di personale, ha abbaiato il cane perso e nel suo ringhio tormentoso … Continue reading

FORESTA

Spiare dall’occhiello i miei movimenti lenti e notturni il pavimento caldo di sbratto mattutino le mani congiunte di pasta frolla a-sintomatica plastica non sentita gabbiano che urla amore lunatico divoratore di crampi isterici la tua gamba di legno Infomarley Stomp è questo il modo in cui farfuglio il tuo nome nel cuscino Terremoto nano che piomba in un abito nero … Continue reading

TI STO CORRENDO DIETRO RABILIA

Ti rincorro, rantoliamo per tutto il giardino il cane ha morso la ragazza che gli si è rimpicciolita in bocca la poca folla sgomenta ha iniziato ad accarezzarmi ma io ti cerco con la punta degli occhi il desiderio iridescente di averti tra le dita si spalanca abrasivo su tutto il mio corpo Ma niente di quel che ho da … Continue reading

Porci

Bisognerebbe partire da un qualsiasi presupposto, un applauso una cosa simile. Lei è un maiale, mi permetta. Penso che lei sia un maiale, anzi un porco. Io sono un porco, gambe slittanti appena fuori porte graffiate, metro mai sterilizzata, cinque e trentadue del mattino. Credi di essere buono? Nessuno lo è, io sono un porco, infilo il mio muso tra … Continue reading

IMPROMPTU SULLA TUA RIVA

Ti odio, lo disse con la parola spiaccicata sul palato a solleticare il respiro d’affanno. Ti odio, così come sono stato creato, disse al padre, che guardava con occhi veri e ispidi verso il terrazzo blu. I soldi cadevano a fiotti, banconote puzza di bruciato scendevano slittando tra pieghe di costumi aderenti. Shakespeare risposava con il gomito su una pietra … Continue reading

IO SONO IL MOSTRO

Nella fase rotta della notte un verme traslucido di asfalto appare di fronte ai miei occhi di mostro incancrenito ed epidermico facendo sì che la finestra sobbalzi due o tre volte e poi cada accasciandosi dinnanzi ai miei piedi bianchi e fosforescenti. Io sono la ‘e’, l’illibato stelo esile che scende su pavimenti reali e coperte di madreperla. Nella lunga … Continue reading

OMBRELLO ROSSO

  I La parola prima di tutto, l’ostacolo primitivo va interrotto a buon fine, io intanto sfoglio un libro di Julio Cortazar. La copertina dice ‘Racconti’, nella sterilità di domande psicologiche affondo la mano sinistra dentro al tomo: racconto numero X: modi per essere catturati. II A San Lorenzo ho il viso rosso e litigo con un pakistano per sette … Continue reading

CRISALIDE

I Tu sei un insetto molto strano e non smetto di guardarti specchiandomi in dieci finestre verdi II Ci svegliamo nudi non apro mai gli occhi lui mi dice ‘Sei un mercoledì senza Modigliani’ io mi metto a parlare di Guernica un grosso pipistrello succhia sangue fuori dal balcone a pagamento III Muoviamo le antenne c’è un’enorme stupidità, un laccio … Continue reading