A 10

E tu, tu ti aggiravi nuda di notte bevevi l’acqua gassata alla luna del frigo dimenticavi in bagno petali bianchi ornati di broccati rubino e fendevi il salotto coi tuoi capezzoli il naso verso il letto il nostro letto transoceanico che ambiva all’eterno. Sono volati dal finestrino i miei preziosi lasciati sul sedile di dietro, tu odoravi di me e … Continue reading

DA ME STESSO HO APPRESO IL CERCHIO

Da me stesso ho appreso il cerchio che non ha traguardo quando l’anima mi abbandona il fianco e si sparge tra i fiorai, le pollerie,
 signora breve di un caffè 
dalla camicia bianca, 
dell’offertorio dello zucchero,
 della tazzina, del piccolo cucchiaio o tira mezzogiorno guardando il passaggio dei pensieri in strada e intanto il corpo calca e gira cento volte … Continue reading

DOLCE, TAGLIATO SOTTILE

Ho comprato un etto di prosciutto crudo, dolce, tagliato sottile, tu ami il prosciutto crudo quando è dolce e tagliato sottile, e sono tornato a casa. Ti ho sorpresa a dipingere di bianco gli scaffali. Fuori dalla finestra che ti illuminava le spalle imperava un pomeriggio senza freni, volgare, senza rimedio. Se non fossimo stati inerti e imperdonabilmente colpevoli nella … Continue reading

E SE IO AVESSI LA CERTEZZA DELLA TUA ESISTENZA

E se io avessi la certezza della tua esistenza, per una prova inconfutabile solo a me manifesta, per uno sprazzo di consapevolezza concessomi per tuo disegno o per celia della sorte, pure rinuncerei a te. Mi rifiuterei di ammetterti, di riconoscerti, volgerei il capo, chiuderei gli occhi. Perché l’universo è un posto triste, meraviglioso e triste, ma ancora più triste … Continue reading

DUE MODI

Dal momento che è questione di pochi giri di campo e zitti zitti ce ne andremo negli spogliatoi. Per quanto ci si voglia illudere che la comparsata della nostra vita possa significare qualcosa (qualsivoglia) o spettinare un capello al mondo. E nonostante ci si ostini a individuare all’orizzonte e nei fondi di caffè il segno certo che qualcosa resterà di … Continue reading

HO IMPARATO L’ANATOMIA

Ho imparato l’anatomia solo perché volevo sapere cosa ti contiene il corpo. Ho sopportato come fosse grata la fatica di imparare il nome delle ossa, una ad una, perché le sapevo parti di te e potevo rivederle, duecentosei, tante quante sono, muoversi nello spazio attraverso la tua pelle come fossi trasparente, mosse dai tuoi trecentoventisette muscoli scheletrici, lanciate nel passo, … Continue reading

È così la speranza che ho di te

È così la speranza che ho di te che nemmeno tu la puoi saziare. Quando ti approdo dopo la traversata all’orlo della veste come alla bottiglia nel chiarore notturno del frigo e non mi disseti. Restano dell’ombra i miei occhi mentre ti compongo e le orecchie che vorrebbero colmarsi per sempre dei tuoi respiri bui si spopolano anch’esse appena mi … Continue reading

SINUSITE

Mi è grato il buio che mai è venuto a mancarmi dentro i palmi. Lo evoco spesso in posa di preghiera come un vizio, un tic, mentre d’intorno si calciano i barattoli, i gusci di bottiglia del colpire smarrito che si reclama vita. È lì, dietro le imposte chiuse che d’un tratto vi sento come siete, lontani schiamazzi nel cortile di … Continue reading

TACIUTE

Una palizzata di spilli mitraglia la solita strada e ruscella ai tombini di scolo. (Piove senza freno sui nostri passi che tornano a casa). Davanti alle bocche scintille coriandoli gremiscono i nostri respiri (Brulica un’aria che si fa nebbia nella nebbia che espiri) e qualcosa a ogni passo che guazza mi chiede il tuo orecchio sopra il frastuono. (e una … Continue reading

PENA

Quando si dice vale la pena si intende sostenere arditamente ci sia qualcosa, alla fine, che può pareggiare il peso del dolore. Qui si tratta di poco: sedersi su un sasso lustro per la risacca, riconoscere il candore della magnolia, del sambuco, lasciarsi scorrere sulla guancia la corrente ghiaccia di un torrente senza nome. E sapere che questo poco molto … Continue reading

DA CONSUMARSI, PREFERIBILMENTE

Poi è successo che piano nel tempo, una reazione via l’altra, il ciclo di Krebs ho finito per scordarlo. Ancora lo vedo novizio – sarà stato l’ottantuno- accomodarsi qui con tutta l’aria di voler restare e d’allora albergarmi sulla lingua, ospite fedele pronto a farsi evocare. Oggi ne resta la presunzione. E l’esempio che dopo di lui molti vanno seguendo, … Continue reading

CHE COSA SCIOCCA L’AMORE

Che cosa sciocca l’amore che sospende la ragione e scura la vista e distoglie dal moto insensato delle particelle, dal respingersi e dall’attrarsi delle cariche, dal comporsi e ricomporsi della materia in forme temporanee, conseguenti alla precedente, necessarie alla seguente, nessuna più utile dell’altra, nessuna indispensabile, tutte inesistenti quando cessano d’esistere, inesistite un istante prima d’essere esistenti. E quando mette … Continue reading

T’AMO

E’ una struttura esterna contenitiva che vorrebbe proteggere un fragile io, l’arsenale dei gesti, il rovesciare il capo all’indietro, umettarsi le labbra, strofinare le palpebre con la nocca dell’indice destro al rintocco dei ricordi più crudi; e una formazione di compromesso prenderle la bocca in bocca per non morderla a sangue e una rimozione nient’altro dare per certa la devozione … Continue reading