Vertebrale

Un tempo ero resina Madre poi ho scoperto il sangue vestirmi pesante. I lapislazzuli che porto negli occhi li ho fatti cadere a terra perché sulla spaccatura cammina una donna con il lume nero, ha vermi in mano forse bonifica il seme dell’odio, forse. E spunto ore d’indulgenza – il quando e quanto la mietitura di uno sterminio.    

T’ASPETTO DALL’ALTRA PARTE DELLA PORTA

dove il cielo è realmente azzurro e le catene sono anelli che indipendenti fluttuano dove la gioia dell’assenza di peso è luce da donare e il canto degli uccelli è trillo interiore. In questo mondo capovolto dove la mente si spacca e s’apre versando nettare e l’essere nudo si mostra senza paura t’aspetto. Laddove le ali per una buona volta … Continue reading

Le gerbere

Non ti ho comprato le gerbere. “Abbiamo colori bellissimi, oggi” diceva la signora dei fiori. Colori. Bellissimi. C’era un azzurro che tremava nelle ossa: inverno e rimpianto. Giallo il polline che il vento portava lontano tra gli aranceti e il mare; dove la vita ti urla negli occhi. E sotto l’erba, petali ancora freschi che nessuno ricorda: il viola delle … Continue reading

ANDASSI A RITROSO SUL DOLORE

a spuntar spilli dal morbido raso forse rigonfierebbe, la nebbia nell’ossuta sfera dove ginocchi al mento rendevo grazie al cerchio. Se buttassi la testa tra i cuscini e rifiutassi il mondo come giorni al paio quando la vita del corpo riprendeva solo dopo chilometri per riportarti… Ma il mondo che mi colora nonostante l’orrore è nelle tue labbra angeli che … Continue reading

CHE DIRAI A TUO FIGLIO

quando la neve coprirà le dita i piedi avranno freddo e un ramo spezzato al suolo nero a foglie verdi rammenterà i giorni a fiori * Non vedi più quel giorno perché è passato e non sai riesumare il cuore. Non vedi più quegli occhi perché sono occhi tuoi che più non hai * Attraverso un cipresso l’occhio del sole. … Continue reading

Fuori Posto

Non credo di avere l’abito adatto per l’occasione.   Quale colore tocchi gli occhi del cielo è irrilevante, non smetterà di scomporre terra di croci bianche.   Qui ora siamo e lei, sola, così sotto le tempeste così sopra tante teste, il salmo si perde sul cencio viola di un viso albino   in mezzo al petto il tumulto delle … Continue reading

La ragazza col gatto

Mi mettete in posa su un carretto dipinto e non sentite, fra le giunture molli i fruscii delle ortiche. Nessuno sente. Eppure le mie grida sono grida; a volte tracciano bestemmie nella sabbia calda sotto il piede del venditore di braccialetti. Mi avete disegnato addosso piccole pervinche assetate mentre la carne si disfaceva nell’erba alta: lasciatemi ora! Lasciatemi essere la … Continue reading

Il profumo

C’eri tu al posto di questa balaustra sporca di sabbia, e la tua casa inghiottita da una voragine spaventosa insieme ai roseti, alle terrazze umide di frutti, ai riflessi gialli dei cedri sull’acqua ferma dei volti. Oggi il vento mi porta il profumo di fiori che non esistono come ultima traccia di vita sul pendio, prima delle gelate. Qui c’era … Continue reading

Quello che so ( 2013)

Non importa se un fiore che appassisce fra le pagine lascia un’ombra inodore che non scompare se siamo tutti strappi deliranti, nella tela antica che un male oscuro corroderà in eterno clandestini a tempo in questa strana osmosi fra l’infinito ed un pugno di terra ti ho perduto, è quello che so e tu, caldo rifugio odoroso di talco e … Continue reading

A PARIGI

Pensa, se fossimo a un concerto io e te, come ora, innamorati con la nostra vita di carta in mano e il sangue dei nostri figli nella testa e pensa se il terrore avesse munizioni sufficienti… Guardami le spalle mentre uno muore e uno ci rimane. Ci sono stata nel novantadue. Ci vorrei tornare painting: Alexander Bolotov

Rovina (di Hasan Atiya Al Nassar)

  (da Roghi sull’acqua babilonese)   Rovina al Nord Rovina al Sud: è la Morte che entra segretamente nelle vesti del desiderio, è l’ombra che cresce ribelle…   Il regno dei morti si muove verso una valle luminosa, così la Rivolta si affratella alla Virtù e la povertà al bastone.   Adesso è arrivata la quiete ad uccidere il sogno dei … Continue reading

Urban Love Makes Urban Poem Introduzione de “ L’Inverno”

        L’inverno è un fatto privato il tuo camino rimette in gioco quelle braci tra le costole e la carne brucia di piacere, mentre fuori è giorno di pioggia e lo smalto rosso fuoco sulle dita illumina i tuoi piedi di donna, termometro del mio vivere e calpestìo del mio desiderio in un viale freddo e bagnato, … Continue reading

Urban love makes urban poem [ Ottobre ]

Non vedo quel metro il tempo mi ha sempre confuso io rifiuto l’orgasmo oggi, mentre dormi sono reale perché il tuo cuore tace e le rabbie sono in pausa, dalle schifezze del giorno. La tua pelle non è la stessa gli accumuli della “Disgrazia” segnano gli intenti del dovuto e del richiesto, che tacciono ora la natura selvatica della tua … Continue reading

Sedimenti

L’acqua si, l’acqua   non arriva nemmeno ai polmoni: la fessura inerte fra le costole   sedimenta larve. Non ho più bende per tenerti insieme; e non avverto   il suono in fondo alle pupille, né l’ingranaggio stanco stridere sul vacuo. Nel buio combusto del sacco respiri tendini e ossa   respiri

L’approdo

Il gravame del giorno ha luci smesse e un torace color carne riempito con la gomma. Quella   dei fiori dipinti, sai è una lenta agonia. Nessuna traccia   d’azzurro, nella pagliuzza ocra a reggermi la lampada di notte: il buio mi traghetta   sui detriti di una corsia qualunque spinta da grosse mani senza nome. Dalla fessura   vedrò … Continue reading

La porta stretta

Volevo essere ombra e sono selciato. Penzolo   dalla ruota come un ramo slogato uno straccio, un pianto ipocrita   che spezza la voce in fondo. Appassisco. Sono la morte che germina al sole. E cerco quel retrogusto di legno   dove tutte le ossa si calcificano e diventano croci. Qui   dove anche l’inferno mi abbandona