Dump

Hai occhi disperati storie da raccontare; racimoli specchi e riflessi da riportare. Ma no: la strada ha già sprecato ogni Tua scorciatoia. Permettimi di aggiungerti alla scoria fuori porta. Permettimi di sparpagliare ogni Tuo resto. Permettimi di bonificare ogni singolo sorriso. Hai poco da dire poco di una storia quasi nulla di una vita intera. Hai occhi disperati E io … Continue reading

Cafè chantant

Ho finto di non avere i soldi per il rhum perché essere astemi non è popolare e poi, qui mi chiedono sempre la stessa canzone; mentre il tovagliolo vaga fra i tavoli, sul braccio sdrucito di un cameriere fumè. Sam arenato sui tasti punta la signora dal boa un po’ disfatto, la scia di profumo appesa agli odori. Sarà tempo. … Continue reading

ATTIMI CADUTI DAL CIELO

ed io supina il suo puntaspilli * Precariato della catturata. È fuggita ha sfondato la barriera del corpo è uscita da un occhio col piede poi tutta. Per non sentire lo stomaco temperare matite e scrivere rotte sul planisfero del paradiso * Vorrei fermarmi. Queste ossa rotte reclamano un letto reclamano baci reclamano quiete e trovare chi sa fare magie … Continue reading

Dicembre

Trasognati. Pur senza neve, ora, lasciarsi attutire. Su questa strada tutto è casuale: l’incrocio dei passi, le spalle che si sfiorano, gli occhi che non si riconoscono. E poi il vento caldo, che ci piange addosso i petali, e la sabbia come un lamento di gente lontana; lo stesso vento che ora canta fra i miei capelli l’inascoltata malinconia dei … Continue reading

OLTRE LA STORIA E I TERREMOTI EMOTIVI

oltre l’anima lo spirito la coscienza le costruzioni già viste oltre la luce contro la quale sbatteremo la testa oltre il buio il silenzio vischioso e musicale il frastuono e ogni agente atmosferico e il sole e la luna e le stelle oltre l’Universo tutto il Nulla l’essere o non essere l’uomo l’animale la vespa l’esistenza il buono il cattivo … Continue reading

La voliera

Il giardino e la sua gabbia vuota, da riempire coi silenzi. Parlavi sempre dei silenzi, tu; di quelli che non dicono, che scavano fossati, che distendono in bell’ordine le ciocche tagliate e ne fanno corde per i polsi. Parlavi di silenzi che non so. Mi resti, ora; con le parole che non avrei voluto e questo pianto di neve sui … Continue reading

L’abitudine

Mio malgrado, sei. Sei le sbarre alle mie finestre, il foglio bisunto che cade; il rosa antico che ingiallisce ai bordi nel caldo malinconico da appartamento. Tutto questo ha un suo rumore, un suo peso specifico. Leggero abbastanza da farne barchette che puoi schiacciare sotto un passo un po’ più lungo se la pioggia ci mette tempo a liquefarle. Per … Continue reading

CI VIDERO INSIEME SOLO ALCUNI CANI

all’angolo nell’atto di pisciare al muro ma quante ombre danzarono sul nostro tentativo empatico… A ‘sta giostra non si vince non si perde non si vince e le palme rimangono aperte e deserte. Talvolta un frullio ce le chiude e sentir freddo è pure qualcosa. Sarebbe meglio scrivere di niente per vedersele cosparse di spine. Prima del rigore * MI … Continue reading

Souvenirs

Arriverà finalmente il giorno in cui tutta la nostra storia sarà scritta dentro un brutto portachiavi di plexiglass; allora guarderemo le nostre cotonature in formato 9×13 senza sentirci sopraffatti. Continuerai a regalarmi boccette di zagara e chiavi di serrature cambiate: tutte cose che potrebbero salvarci. Ma al momento mi serve spazio. Io stessa ricetto polvere in attesa di qualcuno che … Continue reading

FUI TRA CHI URLAVA

e urlai fui tra chi era voltato e mi voltai fui tra chi rideva e risi. Ogni volta mi parve d’aver ragione ma ora sono ferma in folle e indecisa sulla nuance mi sventaglio con questa decorazione multicolore col tono del suo contorno e del suo contrario *** AM FOST PRINTRE CEI CE URLAU și-am urlat am fost printre cei … Continue reading

Dolcemente

Mi piace questo caldo: rende la cera molle, m’invoglia a nidificare. I disegni sulla pelle non si sciolgono, i lacci si. Per questo ti scivolo via dalle unghie anche se cerchi di piegarmi dolcemente come fai col giornale di oggi prima di leggerlo. (Foto: Natalia Drepina)

Le gerbere

Non ti ho comprato le gerbere. “Abbiamo colori bellissimi, oggi” diceva la signora dei fiori. Colori. Bellissimi. C’era un azzurro che tremava nelle ossa: inverno e rimpianto. Giallo il polline che il vento portava lontano tra gli aranceti e il mare; dove la vita ti urla negli occhi. E sotto l’erba, petali ancora freschi che nessuno ricorda: il viola delle … Continue reading

Seminare il buio

L’unica mia luce: il riflesso delle bugie fra le scapole dorate, le candele dei ristoranti panoramici in una sera dove niente ha sapore e dove spugne imbevute d’aceto nutrono le vene vuote delle orchidee per qualche ora; poi, sarà il morire oppure no; non ha più importanza. (Foto: Alfred Johnston)

La casa dei venti

Hanno portato via gli specchi, i bicchieri dal lungo gambo e il vapore del caffè fatto fresco che ingialliva i tuoi fiori di stoffa. Nudo di sole il muro ricorda le ombre che amavi: una piccola testa ricciuta, l’angolo di un finto Velàzquez, la tua vestaglia d’estate dimenticata appesa. Non rimpiangerle. Come l’aria troverai nuovi modi per confonderti con gli … Continue reading

Movida

Usciamo. In larghe fascine raccoglieremo i rami secchi dell’inguine per non sentire il nodo che ci stringe. L’incensiere manda fumi: la sola notte possibile è quella che il tacco non dice. Così – prosaicamente – il cielo spegne intonso il volo delle luci su un epilogo di occhiaie e di albe stinte. ( Ph: Monica Galvan Photography)

Svernare

Sei una stagione che non esiste. Non hai braccia e non hai gambe; caldo e mosche vecchie ti muoiono in grembo come su acini non colti. Chiusa nel tuo pistillo hai germinato inverni di tazze a tema, fra i Limoges e i fiori di vetro: lunghi inverni. Lividi. Buchi sulle foglie. Piccole mani su cui riflettere. I tuoi capelli sfioravano … Continue reading

Ridi

Ci siamo messi un rametto fra i capelli – un rametto per uno – che spero ti distolga l’attenzione dai miei mocassini senza calze; il tailleur è freddo, e veste goffo nella luce umida del dopopioggia. Sorridere abbracciati in questa strada lucida di guerra assorda come una vetrata improvvisa che s’infrange nel sonno; però ridi e spendi tutte le tue … Continue reading