Recensione di Donatella Pezzino a “Le voci remote” di Felice Serino

In ogni mondo esiste una porta di comunicazione con tutto il resto. Conoscerne l’esatta ubicazione, aprirla e attraversarla non presuppone capacità medianiche, ma solo un umile atto di fede: una fede qualsiasi, in Dio, nell’amore, nelle energie della natura, in sé stessi. Credere, semplicemente. Ecco, leggere Felice Serino è un po’ come riappropriarsi della consapevolezza che quello stargate esiste, e … Continue reading

La gabbia

C’è una mia costola che aspetta, un’altra è rampicante. La terza è il lenzuolo vecchio che è volato via perché avevo dimenticato le mollette e l’ultima sei tu, che continui a cedere scoprendo il cuore: un fragile contenitore di voci. (Ph: Laura Makabresku)

A metà

Ti ho amato come si amano gli angeli: a metà. Un’ala spezzata ha fatto da cornice. Forse avevo paura di rimarginarmi presto – ed era terrore, il mio – o forse temevo il logorio dei passi su quel lungo tappeto disteso fra la follia e l’abbandono. (immagine: Robert Rauschenberg)

Le amiche

Per questa salita non ci sono ritorni, solo gradini. Qui ci si incontra in sottotono fra gli specchi del caffè Torino che moltiplicano ombre e candele esasperandoti la gonna finto-vintage dove il rosa non fiorisce. Fuori sempre gli stessi marciapiedi, da fumare sognando uno qualsiasi dei tanti altrove che sanno di narghilè per turisti; quel punto di te che nessuno … Continue reading

Voi che siete in guerra

Voi che siete in guerra e guerra siete dentro E pira e scempio nella migliore ipotesi. Se cade il ferro e impagliati ad esso: le braccia scosse. Ostilità che di bocca cade in bocca mentre scrutate. Voi che siete in guerra e guerra siete dentro E trincee e roccaforti. Come accade tutto ahimè? Ratti senz’anima, irte zampe su spessi muri … Continue reading

Lola

Abitava vicino all’Iper e intorno era il mondo il cuore si allargava ogni mattina mentre sgusciava dalla porta Per tutti aveva una canzone che veniva da lontano. Perché Lola era festa dei giorni e i suoi giorni oggi vestono noi che di lei stringiamo ancora mani e voce. La bellezza, ha spesso scarpe basse e occhi docili ogni tanto ci … Continue reading

#35

Poi esistono minuti preziosi quando si appoggia la testa e si recita in silenzio un rosario di cui non comprendiamo il nome Avevamo un tempo fraseggi di splendore mentre oggi sbricioliamo la beltà dai nostri occhi Come sigarette smorziamo ogni lucore mentre boccoli di fumo si allungano d’azzurro Questo prima di spezzare la superbia di ciascuno nell’inquieta dissolvenza dei giorni

#34

La poesia ha steso un punto su di me; questo dice il foglio che attendi prona sul nostro destino. E no, non sei Tu ma sono giardini i giochi che faccio E la tastiera mi ama perché Io amo la tastiera. Qui, con nocche fratturo le ore che spendo mentre scucio parole che non hanno pensiero. La tastiera mi ama … Continue reading

#33

Sei sempre stata qui. Una frase che si dice, quando facilmente l’acqua scorre e lo scarico rimane chiuso. Ma nella nostra città ci sono vicoli che ci toccano con davanzali e ricordi al muschio verde. [Finestre appaiate da una parte porte socchiuse dall’altra]. Il campanile batte le ventuno, ogni giorno e qui della sera mi rimane poco: porte, finestre, muffa … Continue reading

TI PRENDO ANCORA

da questa parte se non riesci a dormire se non trovi la pace ché le gambe lo sanno quando mediti il sonno e non trovi un adagio per il cuore * SE TEMI LA VERTIGINE allora non entrare nel buio della pace che medita su te ombre e punti di luce ché si trova una via un risucchio, se conti … Continue reading

CI GUARDEREMO

e rideremo una ruga di più sgualciti nei sorrisi di noi, com’eravamo e attenderemo ciò che non arriverà in silenzio come cosa vicina poi a passo di formica più lontana fino alla nebbia fulgida che ricopre la terra quei mattini d’inverno o di prossimo esordio