#45

E se sembrava ieri, il domani. Disperso d’acqua e di mari irrisolti, resto vivo. La memoria abbandonata alla deriva nel solstizio che sbiadisce all’approdo della pioggia tra i giorni stanchi della spiaggia. Come maree che non ho conosciuto e che mai ho udito fischiare nelle spaccature della mia piccola storia.

PARLIAMO PIANO

la voce impolverata del crepuscolo ci stringe forte. È un momento, un passaggio. Si fonde alla notte e abbaglia. Lo senti gemere? Avvolgimi con vicoli senz’occhi e uscite chiare nel cuore * ALI CHE BUCANO LA TERRA gli sguardi verdi ad un novembre ancora fuori casa ma prossima è la veste di fermenti notturni di brina che all’alba imbianca ogni … Continue reading

Elena

Elena ha osservato il mondo ingiusto E si è stesa adolescente dentro un sogno dirimpetto al credo suo. Lei, tre figli moglie e amica: senza un soldo né rispetto dall’amore. Qualche scorcio della sera con il giorno vagabondo che gli preme sui calzari. Elena, ha il perdono per martirio mentre il sole attende il cielo per l’incognita e il domani.

Mai vestirsi di viola

Ti brillerò sulla mano anche oggi. Ho tanta di quella pasta di vetro al collo da velare lo scarmiglio dei pensieri e dei capelli; e tu che nascondi l’aria dietro la schiena allenterai la presa, ancora una volta dopo avermi gettato addosso voci e pietre come si getta il pane; nascondendo il viso.

Recensione di Donatella Pezzino a “Formule dell’anima” di Marcello Comitini

La vicenda terrena dell’anima è continua ricerca. Di affermazione, di sublimazione; di un punto molle dal quale affiorare per ritrovare le proprie radici. Una zona di frontiera che può essere il sogno, la spiritualità, la meditazione: in altri termini, un luogo da cui lo spirito può trascendere e liberarsi. In Marcello Comitini, invece, lo specchio attraverso cui l’anima si palesa … Continue reading

Recensione di Donatella Pezzino a “Le voci remote” di Felice Serino

In ogni mondo esiste una porta di comunicazione con tutto il resto. Conoscerne l’esatta ubicazione, aprirla e attraversarla non presuppone capacità medianiche, ma solo un umile atto di fede: una fede qualsiasi, in Dio, nell’amore, nelle energie della natura, in sé stessi. Credere, semplicemente. Ecco, leggere Felice Serino è un po’ come riappropriarsi della consapevolezza che quello stargate esiste, e … Continue reading

La gabbia

C’è una mia costola che aspetta, un’altra è rampicante. La terza è il lenzuolo vecchio che è volato via perché avevo dimenticato le mollette e l’ultima sei tu, che continui a cedere scoprendo il cuore: un fragile contenitore di voci. (Ph: Laura Makabresku)

A metà

Ti ho amato come si amano gli angeli: a metà. Un’ala spezzata ha fatto da cornice. Forse avevo paura di rimarginarmi presto – ed era terrore, il mio – o forse temevo il logorio dei passi su quel lungo tappeto disteso fra la follia e l’abbandono. (immagine: Robert Rauschenberg)

Le amiche

Per questa salita non ci sono ritorni, solo gradini. Qui ci si incontra in sottotono fra gli specchi del caffè Torino che moltiplicano ombre e candele esasperandoti la gonna finto-vintage dove il rosa non fiorisce. Fuori sempre gli stessi marciapiedi, da fumare sognando uno qualsiasi dei tanti altrove che sanno di narghilè per turisti; quel punto di te che nessuno … Continue reading

Voi che siete in guerra

Voi che siete in guerra e guerra siete dentro E pira e scempio nella migliore ipotesi. Se cade il ferro e impagliati ad esso: le braccia scosse. Ostilità che di bocca cade in bocca mentre scrutate. Voi che siete in guerra e guerra siete dentro E trincee e roccaforti. Come accade tutto ahimè? Ratti senz’anima, irte zampe su spessi muri … Continue reading