cose di questo mondo

Finisce dov’era cominciato il viaggio, si ritira la luce, scatta un altro scenario. Ecco la fabbrica dei cuori arrugginiti lo scandalo confezionato dal demiurgo impostore, il rivoluzionario crasso che spia le evoluzioni: e l’uso dei cappelli le sinfonie dei fiori: ecco la macchina gitana con la sposa la pancia spaccata dal sole il bagagliaio pieno di galline. Hai ancora domande?

letteratura e inganni

Prendere forma ovvero contenere: l’acqua di luna e tutto il suo cifrario d’onde magnetiche, magmatiche: restano scaglie, ramaglie, filamenti: voci invisibili a bordo, il verbo scovare. Voglio vedere dove comincia il più piccolo seme in quale piega dell’aria l’autunno inchioda la sua frusta luce sulle cose quale stupore mi gira le ombre, le nomina, le posa. Ho amato ogni minimo … Continue reading

Soledad

in fondo c’è il mare. La signora lo guarda, la signora, tranquilla, ascolta: il tema, le sue declinazioni. C’è alghe di sotto, un buio susurro annoda un porto lasco, senza cominciamenti. Si posa una mano sulla gamba, ascolta: il fiore dell’ultimo cerchio le stive dell’arte. Sale dalle caviglie un museo di organze ammutolite.

Postilla a Yehoshua (di Giovanni Perri)

Il poeta continua a tacere   ho riletto, durante le ferie estive, il racconto di Abraham Yehoshua “di fronte ai boschi” incluso nella raccolta, edita Mondadori, “Il poeta continua a tacere”. La storia di un intellettuale ebreo che ha letteralmente bisogno d’un ritiro, un isolamento per attendere alla stesura di un lavoro sulle crociate. Ritiro che nasce da un bisogno … Continue reading

Passage

né ricordi né oblii, né questi nomi che cercano di comparire e poi scompaiono che se l’inghiotte il vento; e neanche un rumore di foglie sotto i piedi neanche un varco, dissolta l’aria in un vapore d’oro: mi tocca ripescare dentro l’ozio, finire la parola estate o prolungarne il vizio a sera nei gelati al limone che fanno più tonda … Continue reading

Figure

e non soltanto gli occhi, quelli davanti al giorno che muore: mi prende la parola, il gesto, ed ogni resto di luce incastrata, l’ora che in un suo giro d’onde mi ritorna: e riconosco i suoi sottomarini, la gioia che inchioda l’acqua e più su, le vette avvistate lamelle della malinconia. Son’io lo spazio prolungato, il volto venuto dalla sabbia … Continue reading

Una mia lettura a “Mentre morivo” di W. Faulkner

I libri sedimentano. Tu li leggi e dopo vent’anni hai ancora dentro l’amalgama di sensazioni e il coro di voci dei sopravvissuti, le lente agonie dei suoni e gli odori che fanno capolino a caso, gocce di vari sudori combinate a memoria su un vetro che persino a Luglio piange. Così ho ripreso tra le mani dopo quasi vent’anni “Mentre … Continue reading

cose

ho sistemato, sai, con cura, ogni piccola cosa: il rubinetto che perde, la scala che da al seminterrato, il piede del tavolo in giardino. Ho messo persino una lucina al ripostiglio, che tanto, dicevi, mancava. E ora che tutto è a posto in questi cavi minuscoli del giorno, io mi sistemo: e riesco persino a parlarti, per ogni goccia, passo, … Continue reading