cose

ho sistemato, sai, con cura, ogni piccola cosa: il rubinetto che perde, la scala che da al seminterrato, il piede del tavolo in giardino. Ho messo persino una lucina al ripostiglio, che tanto, dicevi, mancava. E ora che tutto è a posto in questi cavi minuscoli del giorno, io mi sistemo: e riesco persino a parlarti, per ogni goccia, passo, … Continue reading

cinema

sembriamo due miracolati, io e te, venuti via da chissà quale dramma, salvati con la bocca, due bambini intaccabili. Siamo legati con la lava, una sola memoria, frusta, vetusta, bandita. Appena un grammo di dolore ci sbilancia e la trama ci avvolge. Siamo noi il cinema, il buio: poltrone reclinabili che inghiottono bottiglie, borselli, storie.

rumori di fondo

prima viene il pensiero, l’accumulo dentro: la parola che pesa milioni di ipotesi e avanza un suo piano segreto: sapere che dentro c’è un arrivo; poi rompere l’aria, sentire i rumori di fondo: come se tutto fosse da verificare: girare i corpi, colmare, combinare: finire risucchiato in una gioia selvatica. Comincia così l’inganno di scrittura: felicità insaputa di bagatti senza … Continue reading

nota di lettura a “La vita nascosta” di Felice Serino (di Giovanni Perri)

E’ appena uscita, nei tipi “Il mio libro”, l’ultima raccolta di poesie di Felice Serino “La vita nascosta” (pagg. 368, euro 22; 2017): un volume corposo a cui il poeta ha dato impegno e abilità nel combinare forme quasi al limite della palpabilità, tale è la materia dei suoi versi, sempre indicativi d’un limite da attraversare,  una soglia variamente percepita … Continue reading

cose che restano

si perde tutto qui, tutto scompare: da parola a parola è un lento cercare nell’aria il punto esatto, lo spiraglio, l’esatta provenienza. Ho cercato -e non ho mai trovato- il modellino di un’Ascona verde, la misura del tempo in una radiolina accesa nell’ora del silenzio, l’occhio impaurito del cefalo, l’ipotesi d’oro. E’ detta così la cura per i nomi: la … Continue reading

calcio di rigore

la calda noia d’una fontana nell’assolata noia d’una piazzetta, come se fosse un cuore a mezzogiorno: sbucciarsi i ginocchi, trovare la lucertola. E’ tempo di tappi di bottiglia qui, di barberie sepolte nella testa scalini che portano passi di antiche omelie. Luglio di carta salata, da girarci epoche. Vedi, qui terminava l’orologio, la torre, le cosce di Evelina sul balcone; … Continue reading

Confini

d’accordo, potrei dire che c’ero, che prima qui saliva una stradina polverosa e che un giorno conobbi uno zingaro e insieme leggemmo i versi di Kavafis; poi lui ricominciò a salire sui pullman ed io tornai a guardarlo dal balcone. Mia madre aveva un orecchino d’oro e un lobo delicato, la sera leggevamo Céline e guardavamo insieme la pioggia Céline … Continue reading

Nota di lettura di Alba Gnazi a “e mi domando la specie dei sogni” (Terra d’ulivi edizioni, marzo 2017) di Giovanni Perri

Ho avuto bisogno di un giorno di vento, del silenzio magmatico delle cose dentro, per immergermi nelle tue parole – ti parlo come fossi qui, Giovanni: una conversazione a tu per tu dal tuo libro a ogni mia impressione di lettura. Ogni testo richiede propensioni interiori d’ascolto, ogni testo compone un organigramma di pensiero che prende avvio dalla ricerca – … Continue reading

Carillon

mi porto alle tue fondamenta, tocco le ossa e le radici entro tacendo nella tua mappa di nei secolari: porta pazienza della mia lunga fila di castelli arrugginiti da piogge e ubbìe, ascolta il camminare scalzo delle bestie quando sogno di averti in respiro e ti catturo come fossi il primo cerchio della notte, la parete girata da toccarci l’esatto … Continue reading