IL CIELO È UN PUNTASPILLI

e ogni stella è capocchia di depressione o amore ardenti a raggio nel buio vuoto e infinito * Se impaurito non vedi e i treni sfrecciano con posti riservati che lasci vuoti * Cala un nuovo sipario e lo vedi che scende pian piano mentre al galoppo da molto lontano s’avvicina nel vento il vento caldo che sfiorisce il mio … Continue reading

dentro piccoli incendi

aspettare così che tutto si rinnovi, da una piccola ferita escano in fila tutti i segni ch’io teneva in serbo di scolare, goccia a goccia, fino a bagnare i piedi del giorno con parole di oscura lentezza come accoglimento, incanto, gestazione: sentirne le radici donde un vuoto appoggio alla malinconia; e farne attese, ancora, da sentirci la notte annusando. Scuotere … Continue reading

Recensione di Donatella Pezzino a “E mi domando la specie dei sogni” di Giovanni Perri

Ogni poesia è un’occasione di sogno e di bellezza. E la bellezza è un lavoro paziente di scavo. Io sogno di essere archeologo e scultore: levigo negli affanni e a volte mi trovo a scoprire che la vita è un’invenzione stramba dei poeti che tutto sanno fare fuorché vivere. (Giovanni Perri) Sono davvero pochi gli autori che sanno autodefinirsi, e … Continue reading

ecloga

sfuma l’inverno: la luce si ravviva, nomina le cose. Non ci spostiamo eppure tutto intorno fluisce di nuove trasparenze il tempo e siamo altro, altro sollievo l’incedere della parola: una mano ci scrive in segreto uno a uno daccapo i tremori di ogni singola corolla e un piano di innate meraviglie sveste l’aria.

e poi coniugazioni, attese, soglie

In questo mi somigli, mi sommergi. Quando hai voce d’acqua e dall’acqua escono figure: allora io ti vedo vetro e voliera e pianto nel seme della luce un gioco e l’allegria ci sposta: tirati nel piccolo orologio a picco, degli occhi: parliamo e galleggiamo come se fosse cinema, disegno d’aria, lucina di poesia. Un polline svola e mi raccorda, abile … Continue reading

Angulus

il tempo favorevole portava buona letteratura ai margini e tutto somigliava ai modi che avevo di tenermi astratto, come per altro suono avvolto da fughe insondabili. I miei bambini di qua di là dentro le lettere un coro di figure millimetriche tutti che applaudono Plauto ed io che sottolineo l’aria e sogno la callida iunctura e il sorriso di Ovidio … Continue reading

L’abito color avorio

La testa, le mani, l’abito color avorio. Stanno lì, sospesi sulla gruccia in attesa di dimenticarsi a vicenda. In questo purgatorio di scarpe spaiate la radio a valvole tartaglia In the mood appannando i vetri e tu dipingi fiori recisi, improbabili fiori per inventarti la vita dentro una morte che non profuma  

Soul

  La trasparenza di un filo sceso dall’occhio del cielo passa l’asola della mente e canta in gola – grazie infilando gli anelli della colonna vertebrale, ad uno ad uno riassorbe detriti karmici per danzare senza veleno nella ruota di un pavone dove la notte è giorno e il giorno è la notte; aderenza perfetta al ventre sacro di Madre Terra.