Tornando (dal finestrino)

Luna piena del mare luna dei tetti alti dei porti in giallo e delle gru brutali Luna delle strade d’asfalto Dei distributori di benzina e dei parcheggi Luna piena dei capannoni Luna delle stazioni deserte e dei cavalcavia Luna piena degli aeroporti Luna dei pochi alberi a risalire il viale Luna del terrazzo di casa mia Luna piena del mare

Recensione di Donatella Pezzino a “Le voci remote” di Felice Serino

In ogni mondo esiste una porta di comunicazione con tutto il resto. Conoscerne l’esatta ubicazione, aprirla e attraversarla non presuppone capacità medianiche, ma solo un umile atto di fede: una fede qualsiasi, in Dio, nell’amore, nelle energie della natura, in sé stessi. Credere, semplicemente. Ecco, leggere Felice Serino è un po’ come riappropriarsi della consapevolezza che quello stargate esiste, e … Continue reading

Soledad

in fondo c’è il mare. La signora lo guarda, la signora, tranquilla, ascolta: il tema, le sue declinazioni. C’è alghe di sotto, un buio susurro annoda un porto lasco, senza cominciamenti. Si posa una mano sulla gamba, ascolta: il fiore dell’ultimo cerchio le stive dell’arte. Sale dalle caviglie un museo di organze ammutolite.

La rivoluzione non verrà trasmessa su You Porn

Non potrai restartene sul tuo divano non potrai startene a guardare col pacco in mano non potrai perder tempo a scegliere il genere non potrai bloccare i pop up perché la rivoluzione non sarà trasmessa su You Porn La rivoluzione non sarà trasmessa su You Porn e non sarà lo Xanax a confortarti per i tuoi sogni erotici senza interruzioni … Continue reading

La gabbia

C’è una mia costola che aspetta, un’altra è rampicante. La terza è il lenzuolo vecchio che è volato via perché avevo dimenticato le mollette e l’ultima sei tu, che continui a cedere scoprendo il cuore: un fragile contenitore di voci. (Ph: Laura Makabresku)

si rimane

si rimane si rimane si rimane si rimane nudi nel mezzo in una città affollata senza braccia e cento gambe nell’incrocio degli sguardi che non vedono si rimane nudi e non visti si rimane chiusi in questo spazio infinito e vuoto brulicante di fake rimbomante echi di idee non tue senza voce si rimane chiusi e inascoltati si rimane bersagli … Continue reading

A metà

Ti ho amato come si amano gli angeli: a metà. Un’ala spezzata ha fatto da cornice. Forse avevo paura di rimarginarmi presto – ed era terrore, il mio – o forse temevo il logorio dei passi su quel lungo tappeto disteso fra la follia e l’abbandono. (immagine: Robert Rauschenberg)

Postilla a Yehoshua (di Giovanni Perri)

Il poeta continua a tacere   ho riletto, durante le ferie estive, il racconto di Abraham Yehoshua “di fronte ai boschi” incluso nella raccolta, edita Mondadori, “Il poeta continua a tacere”. La storia di un intellettuale ebreo che ha letteralmente bisogno d’un ritiro, un isolamento per attendere alla stesura di un lavoro sulle crociate. Ritiro che nasce da un bisogno … Continue reading