Metà

i tuoi urti segreti, le gioie dei nascondigli, le accensioni; e quel procedere dovunque un nome trabocchi per cadere con te, dopo l’azzurro, appena dopo il verde a nord a sud: accidenti alle parole amate, toccate dove il verso pure vola, e su le vette i vuoti pratolini d’ottobre ingialliscono: sapessi quale incendio ti porta: essere strada con te e … Continue reading

Ridi

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Ci siamo messi un rametto fra i capelli – un rametto per uno – che spero ti distolga l’attenzione dai miei mocassini senza calze; il tailleur è freddo, e veste goffo nella luce umida del dopopioggia. Sorridere abbracciati in questa strada lucida di guerra assorda come una vetrata improvvisa che s’infrange nel sonno; però ridi e spendi tutte le tue … Continue reading

Interrotta

Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle. Ehi, voi! Cielo! Toglietevi il cappello! Me ne vado! Sordo. L’universo dorme, poggiando sulla zampa l’enorme orecchio con zecche di stelle. Tratto da: La nuvola in calzoni (1915) Vladimir Maiakovski Per poco l’agave mantiene il sodalizio. Le mie stanze sono di cinabro rifiuto. Nel catino bestemmio l’amputazione precisa l’improbabile siero l’incendio appiccato gli … Continue reading

Untitled

Tanto che vibra lingua che accigliata precipita vecchia grinza quando si rivela nuova parlata. Tanto che luce confuta litote sulla carta che tanto sessile si fa forma più scorre su piani inclinati per quel futile guanto di seta. Tanto ch’Eterno sfugge al suo dio. Tanto che vivido come occhi di celenterato amo il perpetuo tramestio che sgorga da’ chiome tue. … Continue reading

#14

Non ho una fine in questo tiepido sussurro di tramontana. Raccoglimi e poi dipingi l’esultare tiepido dell’inadeguatezza. Precludimi dal sogno smorzato e scorgi l’embrione impoverito in queste foci asciutte e disagiate. Lasciami un nascondiglio, ti prego. Un grembo vuoto in cui svernare da quell’orrida sporgenza che pedina. Lascia che la casa persegua l’abitante E che del poco di me si … Continue reading

CHE DIRAI A TUO FIGLIO

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quando la neve coprirà le dita i piedi avranno freddo e un ramo spezzato al suolo nero a foglie verdi rammenterà i giorni a fiori * Non vedi più quel giorno perché è passato e non sai riesumare il cuore. Non vedi più quegli occhi perché sono occhi tuoi che più non hai * Attraverso un cipresso l’occhio del sole. … Continue reading

Recensione a “Tematiche” (silloge di Antonio Ciavolino)

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Orientarsi, nel mare magnum delle produzioni poetiche contemporanee (digitali e cartacee), non è un’impresa semplice. Tanto più vale, dunque, aver trovato nel pagliaio l’ago; giacché è da pochi giorni nelle librerie con “Tematiche” (suite in cinque movimenti circa le donne, gli uomini, eros, thanatos, gli endecasillabi) per i tipi della “Divinafollia” nella collana “Trasversalia”, l’ultima raccolta poetica di Antonio Ciavolino, … Continue reading

(Inedito – di Hasan Atiya Al Nassar)

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    Tra le braccia del soldato non vedo una rosa. Tra i seni non vedo un libro sacro, nemmeno profumo sul corpo morto.   Quella è una scintilla tra le fiamme, è un albero (LA SUA OMBRA NELLA NUVOLA)   Sospesa come un cuore non ha pane per i suoi figli.   DIO nella STRADA.   Un dolce nascosto … Continue reading

VERTIGINI

C’è una pellicola tra te e il solo languire che scivola sulle sponde vertigini di chiare eclissi e se potessi saper aspettare rimarrei sulla soglia ad interpretare i contorni dei seni, il collo così lungo da sentire freddo, un’immobile sensazione di stasi, una vergogna nel crederti così vicina.

Potresti

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Potresti attutire il rumore che faccio cadendo; con le mani invece rabbocchi quello che non manca e mi peschi a caso dal sacco delle foglie. Ho voglia di liquirizia: ma non ricordo più la strada che porta alle tue tasche. Sotto la lampadina a risparmio si diventa letargici, ragionando d’uva buona e del mare sotto i treni e delle lenti … Continue reading

Fuori Posto

Non credo di avere l’abito adatto per l’occasione.   Quale colore tocchi gli occhi del cielo è irrilevante, non smetterà di scomporre terra di croci bianche.   Qui ora siamo e lei, sola, così sotto le tempeste così sopra tante teste, il salmo si perde sul cencio viola di un viso albino   in mezzo al petto il tumulto delle … Continue reading

DISTACCO

La montagna attende da un secolo l’inverno, e non è mai abbastanza la cura con cui tutto è al suo posto. Il sentiero è ripido e non ci sono alberi, così i tuoi sette anni diventano lealtà e freddura. Il cambiamento porta scissione scelta e lontananza, conduce l’animo nella foresta: la strada di ritorno si trasforma insieme all’andatura.